Le città della rete Migrantour

Le città della rete Migrantour propongono passeggiate urbane interculturali ideate e condotte da cittadini di origine migrante. Un'esperienza di turismo responsabile a kilometro zero, per meglio comprendere il ruolo delle migrazioni nella trasformazione delle società europee. Un invito al viaggio, all'incontro e alla riflessione sul valore della diversità e del dialogo.

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Il Manifesto Migrantour

Il progetto Migrantour ha ormai oltre 12 anni di storia e in tutto questo tempo non abbiamo mai smesso di interrogarci sui presupposti, sugli obiettivi, sui metodi del nostro lavoro. L’allargamento della rete con l’ingresso di tanti nuovi partners in diversi paesi europei ci ha offerto l’opportunità nell’autunno del 2021 di “fare il punto” su quanto abbiamo appreso e sperimentato in questi anni, ritrovandoci tutti insieme per confrontarci sul significato condiviso che questa iniziativa ha per gli accompagnatori interculturali e i responsabili di Migrantour in tutte le città coinvolte.
Siamo felici e orgogliosi di presentarvi qui il frutto di questa riflessione: il “MANIFESTO MIGRANTOUR” esprime l’orizzonte etico, poetico e politico in cui si iscrive la pratica degli itinerari urbani che dal 2009 proponiamo come spazio di incontro interculturale.

Vi invitiamo dunque a compiere un piccolo viaggio all’interno del nostro MANIFESTO, soffermandovi anche voi per qualche istante sulle parole-chiave che guidano il nostro cammino: eguaglianza, solidarietà, dialogo, memoria, scoperta, cambiamento, diversità, inclusività, futuro…

 

Scarica il “Manifesto Migrantour”»

Accompagnatori interculturali:
tante storie per raccontare la città

Vanesa
Semhar
Ivone Maria
Abdellah
Iuliana
Eneida
Mariela
Jomahe
Jennifer
Marta
Haswell
Rosina
Ksenia
Ali
Marta
Mayela
Olga
Pierre
Sokhna Mariama
Tasaffa
Mirela
Thiama
Siid
Emma
Amancay
Fulvia
Anna
Khadija
Ines
Dayana
Charuni
Carmella
Nadia
Adriana
Souad
Suraya
Jakline
Monica
Diego
Daria
Hassan
Jasmina
Monica
Fatema
Vanessa
Fabrice William
Carmen
Filomena
Fatima
Lynda
Roxana
Blerta
Mimount
Camelia
Mirko
Mihaela
Olivia
Victoria
Pato
Rosette
Victoria
Candi
Vanesa

Vanesa

Io sono Vanesa, di Città del Messico, e la mia lingua madre è lo spagnolo. Femminista, madre, moglie, psicologa di formazione, fotografa per passione, scrittrice per elaborazione, mediatrice per reinvenzione e accompagnatrice interculturale per amore. La mia cultura è la mia carta di presentazione e vivo l’esperienza di essere accompagnatrice Migrantour nella città di Bergamo, dove ho l’opportunità di raccontare le storie dei luoghi che passano inosservati agli occhi delle persone nella vita quotidiana (come quando si migra e si sta in silenzio ad ascoltare quello che ha da dire il nuovo territorio di accoglienza).

La passeggiata “Il viaggio di Ulisse” fa parte della mia scoperta e rinascita come persona migrante in Italia, del mio mondo famigliare e di lavoro. Provo a interpretare per gli altri quello che vedo attraverso i miei occhiali: la spiritualità, il cibo, la cultura e il ritrovo della dignità. Spero di riuscire a trasmettervi l’energia che percepisco in ognuna delle tappe di questo stupendo viaggio.

Semhar

Semhar

Mi chiamo Semhar e vengo da Asmara, Eritrea. Sono arrivata a Bologna per motivi di studio, più di venti anni fa e non me ne sono più andata via. Attualmente lavoro come educatrice con adolescenti e come mediatrice interculturale in vari ambiti.

Ho sempre sentito un legame molto forte con questa città, d’altronde l’ho sentita subito mia quando sono arrivata. La trovo una città molto affascinante, ricca di storia e cultura, ma anche in continua trasformazione.  Le passeggiate Migrantour mi permettono di scoprire, ascoltare e raccontare la mia città e i cambiamenti che vive, da diversi punti di vista e condividere la bellezza che deriva dall’interculturalità.

Ivone Maria

Ivone Maria

Mi chiamo Ivone, sono portoghese e vivo in Sardegna dal 2003. Svolgo il ruolo di accompagnatrice a Cagliari. Partecipo sempre a Migrantour con enorme gioia, ogni volta che accompagno un gruppo sento di essere me stessa. Ho scelto di partecipare al progetto perché ho sempre amato il turismo e le varie sfumature interculturali e credo che i ponti tra le nostre culture siano la cosa più bella. Ogni volta vedo cambiare lo sguardo dei partecipanti, mentre parlo, e questo per me vale oro. Amo chiaramente il ristorante Namastè, tappa da me suggerita. Nonché il profondo significato del (ora chiuso) bar Il Sicomoro e del Baobab. Nella nostra passeggiata parliamo del significato delle nostre bandiere,  piatti tipici e simboli tradizionali che fanno il ponte con simboli sardi. Parliamo del Baobab, dei navigatori, della casa campidanese (anche marocchina). Nonché della grande importanza del sughero e della filigrana.

Abdellah

Abdellah

Portatore sano di cultura magrebina, sono nato e cresciuto a Casablanca (Marocco). Sono arrivato in Italia con una valigia di cartone più di 30 anni fa e mi sono inserito nel mondo della mediazione culturale, lavorando presso strutture pubbliche e private.  Autodidatta e accompagnatore interculturale con una narrazione mediterranea, amo la Sicilia ma non ho mai dimenticato i luoghi dei ricordi. Parlo 3 lingue e ho scelto di lavorare in questo progetto perché amo lavorare nel sociale. Penso che un aspetto geniale e interessante del progetto sia la città (Catania) raccontata  dal mio punto di vista con collegamenti ai ricordi, ai luoghi e ai personaggi del mio Paese d’origine.

I luoghi dell’itinerario che amo di più sono il mercato, cioè la fiera di Piazza Carlo Alberto; Palazzo De Gaetani, sede di Trame di Quartiere, dove si svolge la chiusura dell’itinerario; la Moschea della Misericordia, un luogo suggestivo e rilassante che piace tanto anche ai Catanesi.

Iuliana

Iuliana

 

Mi chiamo Iuliana Lozinschi e sono nata in Moldavia, uno stato piccolo e molto giovane del Sud Est ‘Europa. Quando avevo 14 anni sono andata a studiare in Romania e più tardi quando ne avevo 28 sono arrivata in Italia e vivo a Firenze da più di 18 anni. Come lavoro faccio la guida turistica. Incontro e parlo con persone di molte culture diverse tutti i giorni e tutte le volte mi meraviglia ed emoziona come ci arricchisce ogni nuovo incontro. L’ultima volta ho imparato come si fa il gesto del “sì” in indiano e ci siamo divertite molto.

Per questo amo Migrantour: perché è una famiglia, perché fa incontrare persone e perché possiamo raccontare il nostro paese e da dove veniamo.

Eneida

Eneida

Venezuelana di origine e dal 1981 italiana d’adozione per amore di un genovese! Genova mi ha accolto molto bene. È entrata poco a poco nel mio cuore ed ho imparato ad apprezzarla tanto da sentirmi a casa. Ho vissuto nel mentre per 16 anni a Parigi dove mi sono avvicinata al tema dell’integrazione multiculturale. È entusiasmante, dopo il mio ritorno, l’opportunità di far parte delle guide interculturali, che mi permette far conoscere le nostre culture e le nostre tradizioni come importante risorsa. L’inizio in piazza Fanti di Italia mi piace perché mi consente di presentare la città sotto punti di vista non così evidenti, il suo legame con l’emigrazione degli italiani, la verticalità della città, la vicinanza tra stazione ferroviaria e marittima. Via Pré, a cominciare dalla Commenda oggi museo dell’Emigrazione, spicca per la varietà delle diverse culture presenti, che danno lo spunto per valorizzare aspetti di multiculturalità.

Mariela

Mariela

Ciao a tutti! Sono Mariela, e sono ecuadoriana. Vivo a Milano da 12 anni, questa bellissima città mi ha dato molte opportunità, tra cui essere accompagnatrice interculturale dal 2014 e recentemente anche coordinatrice locale.

Accompagnare le persone a conoscere i nostri tour multiculturali è un’opportunità di reciproco arricchimento e integrazione. Sento di poter condividere ciò che sono e quello che so di questa città dal mio punto di vista migrante, ma è anche un’opportunità per imparare da ciascuno dei nostri visitatori. Il percorso che accompagno è quello di Porta Venezia, un percorso ricco di storia, che si fonde con l’incontro di tradizioni diverse, letteratura interessante e attualità. A tutto questo non può mancare la varietà gastronomica che si può trovare in questa zona, e di tutta quella varietà… Io personalmente sono rapita dal delizioso zighinì e dalle croccanti samosa.

Jomahe

Jomahe

Sono nata e cresciuta a Guayaquil in Ecuador. Appena arrivata in Italia ho subito pensato a tutto quello che abbandonavo del mio paese e che di sicuro non pensavo di trovare in Italia. Con il passare del tempo, e anche grazie alle esperienze fatte con le passeggiate di Migrantour Napoli, ho capito che il riavvicinarmi alle mie terre era possibile anche stando qui. Che un pezzo di quel che avevo lasciato, vive anche a Napoli e in Italia. Ho trovato molti punti in comune con il mio paese. Dal punto di vista religioso, ad esempio, una delle tappe di Migrantour Napoli è la Piazza del Carmine, sfondo di una delle basiliche più belle e maestose di Napoli: la Basilica santuario di Santa Maria del Carmine. Il popolo napoletano è solito usare l’esclamazione “Mamma d’o Carmene” proprio per indicare lo stretto legame con la Madonna della Chiesa, un’esclamazione che, nonostante gli anni, non riesco ancora a pronunciare bene. E proprio alla visione di questa Chiesa e al suono del suo nome che, ogni volta, mi tornano in mente le danze in costume che accompagnano la  Virgin del Carmen o Mamacha Carmen, la nostra adorata vergine, durante la processione per le piazze principali e le strade della città.

Jennifer

Jennifer

Mi chiamo Jennifer, vengo dall’Africa dell’ovest dalla parte centro-meridionale della Nigeria. L’inglese è la mia lingua ufficiale ma la mia lingua madre è l’esan, una delle 525 lingue parlate dai 25 gruppi etnici presenti in Nigeria. Mi sono diplomata alla scuola superiore d’arte nel mio paese e ho studiato in un istituto privato dove ho preso la qualifica per pubbliche relazioni e amministrazione. La mia passione è ballare e ascoltare la musica attraverso le quali riesco ad esprimere la mia tristezza e anche la mia gioia. Prima di venire in Italia ho lavorato in un’agenzia viaggi a Lagos, città che conta più di 16 milioni di abitanti, e lì ho coltivato la curiosità che ho sempre avuto di conoscere ambienti diversi, con i loro abitanti, le diverse lingue e cibi. Eccomi qua in Italia! Da molti anni abito a Parma, una città tranquilla con una bellissima storia culturale, dove mi trovo bene. Lavoro come operaia in un’azienda di cosmetici e sono sposata con due figli, a casa mia abbiamo due culture e per noi è una ricchezza. Questa diversità che ci rende unici mi accomuna con Migrantour.

Marta

Marta

 

Sono nata in Polonia, vivo in Italia vicino a Roma in un piccolo paese di campagna.

Sono una accompagnatrice interculturale e anche la coordinatrice locale di Migrantour a Roma dal 2015.

Sono un’appassionata lettrice di gialli e di libri di storia. Mi rilasso camminando in mezzo alla natura e anche in mezzo al traffico e alla confusione della città di Roma, alla scoperta delle meraviglie e delle curiosità della città eterna.

Lavoro come mediatore linguistico-culturale negli ospedali romani.

Il Progetto Migrantour mi dà l’opportunità di incontrare le nuove persone e di divulgare i temi che mi appassionano di più: la storia, le migrazioni, l’integrazione, la convivenza e le tradizioni dei diversi popoli.

Haswell

Haswell

 

Mi chiamo Haswell e vengo dal Malawi, che significa “scintille di fuoco”. Sono un insegnante missionario, sposato con una moglie e ho due figli. L’Italia è il paese di mia moglie e quindi io amo l’Italia. Amo Firenze perché è la mia casa lontano da casa. Sono orgoglioso di far parte delle guide di Migrantour Firenze perché ci dà la visione e la capacità di essere protagonisti nella nostra società interculturale. Io lo trovo un modo intelligente di integrazione per gli immigrati che amano il posto dove vivono. Sono felice di mostrare e condividere con gli altri l’attuale bellezza e ricchezza della nostra società interculturale a Firenze. Come accompagnatore interculturale collaboro per proporre un tour interculturale a Firenze per un turismo sostenibile e responsabile.

Rosina

Rosina

Sono italo-peruviana: nata da papà calabrese e mamma peruviana. Sin da quando ho memoria sono stata circondata da culture e lingue diverse grazie al lavoro dei miei genitori. L’Africa e l’America Latina hanno rappresentato i principali luoghi di riferimento, anche se le memorie affettive rimandano all’Italia del sud e al Perù. Il Perù è soprattutto presente perché, per motivi di studio, i miei viaggi verso quella parte del mondo sono sempre più frequenti. Infatti, da qualche anno, partecipo a progetti di ricerche archeologiche in varie zone del Perù. Amo vivere a Torino, la città in cui sono nata, anche se dividerei volentieri il mio tempo tra l’Italia e il Perù: sei mesi qui e sei mesi là. Ho visto nel tempo Torino cambiare e diventare luogo d’incontro di molteplici culture. Un tempo quando cercavo qualche prodotto peruviano andavo nei negozi di primizie, poi sono nati i market asiatici di Porta Palazzo veri e propri scrigni di merci dalle diverse provenienze. Ora in varie zone di Torino, tra cui San Salvario, posso trovare un angolo di Perù: se ho voglia di chicha morada, di un cebiche o di picarones posso facilmente reperirli.

Ksenia

Ksenia

Mi chiamo Ksenia Tyukova e provengo da Murmansk, una città russa situata a nord del Circolo Polare Artico. Dopo essermi laureata come attrice presso l’Accademia d’Arte Drammatica di San Pietroburgo, ho conseguito a Mosca un master per conduttori radiotelevisivi presso l’Istituto Ostankino. Dal 2012 abito a Bergamo, dove insegno la mia lingua madre tramite la musica e il teatro in una scuola gestita dall’Associazione culturale Nash Mir. Lavoro, inoltre, come mediatrice linguistica e culturale per la Cooperativa Impresa Sociale Ruah. Dal 2021 sono accompagnatrice interculturale per il progetto Migrantour Bergamo, a cui ho scelto di partecipare perché considero l’Italia la mia seconda casa e mi piace condividere il mio vissuto di giovane donna migrante.

Ali

Ali

Mi chiamo Ali, sono nato a Lahore, in Pakistan, e sono arrivato in Italia all’età di 5 anni.

Mi sono laureato in Relazioni internazionali presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna e oggi lavoro come consulente culturale per diverse realtà, sia pubbliche che private, occupandomi di mediazione culturale, nuove generazioni e politiche di inclusione sociale. Faccio parte di diverse realtà associative, sia locali che nazionali.

Il mio motto è: “Ben fatto è sempre meglio di ben detto!”.

Marta

Marta

Sono nata in Sudamerica, per la precisione in Argentina. In una cittadina della Pampa Marittima chiamata Punta Alta. Venuta in Italia adolescente, sono vissuta dapprima in Sicilia sullo Stretto di Messina per 15 anni, poi migrata per lavoro in Abruzzo e rimasta per 15 anni diventando nel frattempo mamma ed infine approdata per lavoro e amore in Sardegna a Cagliari dove ormai già da 10 anni percorro questo territorio (una terra così antica) che mi rende felice ed entusiasta! Con ciò ho avuto anche il piacere immenso di fare amicizia con una ragazza splendida che ha concretizzato uno dei miei sogni: far parte di Migrantour. Un magnifico progetto che mi consente di attraversare i vicoli di questa magnifica città e raccontare ad altri testimonianze di vita vissuta e curiosità. Nel mio itinerario la tappa principale è il quartiere di Marina, rione ricco di storie dove diverse culture si incontrano nel quotidiano contribuendo a caratterizzare e plasmare il territorio e le genti di Karalis. Che meraviglia… GRAZIE!!

Mayela

Mayela

 

Sono nata nelle Ande del Venezuela e ho vissuto a Doha, Sana’a, Tunisi e Algeri. Parlo inglese, francese, italiano e spagnolo. Dal 2015 formo parte di Migrantour Genova. Ho scelto di partecipare al progetto, perché fa riflettere sulla convivenza pluriculturale coinvolgendo diversi attori; ed è molto interessante poter stimolare i partecipanti delle passeggiate a valutare in un modo diverso le comunità straniere presenti nel territorio. Durante il percorso parlo dell’attualità delle migrazioni, di stereotipi e pregiudizi, della percezione dei nuovi cittadini, dell’importanza di mantenere la lingua madre nelle seconde generazioni e, inoltre, faccio conoscere storie, prodotti e ricette della cucina etnica. L’itinerario di Genova che mi piace di più è quello del Sestiere di Prè per le tappe presso la Stazione Marittima –da dove nel passato sono partiti milioni di italiani–, la Commenda, via Prè, piazza dei Truogoli di Santa Brigida, via del Campo e Piazza Don Gallo.

Olga

Olga

Ciao a tutti, mi chiamo Olga.

Al momento lavoro a Milano e in particolare accompagno i gruppi nel quartiere di Porta Venezia. Sono per metà polacca e per l’altra metà… romana. Ho vissuto alcuni anni all’estero dove ho imparato l’inglese e lo spagnolo ma soprattutto ad appassionarmi alle diverse culture, tradizioni e persone che vivono sul pianeta terra. Lavorare con Migrantour mi ha dato l’opportunità di viaggiare stando nella stessa città, ho appreso tantissime cose che cerco di trasmettere ai gruppi che accompagno in giro per questa vivissima metropoli sempre in cambiamento. La tappa che preferisco è quella della Chiesa Ortodossa di S. Nicola perché si trova nell’ultima parte rimasta intatta del grande Lazzaretto di Milano, quello descritto dal Manzoni nei Promessi Sposi. In questo luogo si può respirare la connessione tra passato e presente, passeggiare tra gli archi e ammirare le bellissime icone dorate.

Pierre

Pierre

Sono Pierre Preira, vengo dal Senegal e vivo in Italia da 23 anni. Ci sono venuto per studiare e mi sono laureato in Economia Turistica. Sono amministratore di una società di servizi per cittadini stranieri e accompagnatore interculturale Migrantour a Napoli. Con i miei racconti metto in risalto le tante cose belle che noi senegalesi abbiamo in comune coi napoletani. Gli itinerari che amo di più sono:

I Volti dello Scambio, sulla schiavitù di ieri e di oggi, accoglienza, solidarietà e inclusione.

Mille Mondi alla Stazione dove si incontrano collaborazioni tra diverse comunità, dove la gastronomia senegalese incontra la pakistana e la pasticceria napoletana abbraccia quella nord africana. Nel Ventre di Napoli che ricorda che il Cristianesimo è frutto dell’immigrazione. Emblematica è la venerata Madonna del Carmine che è nera e molto peculiare è la Moschea, ricavata da un ex convento.

Sokhna Mariama

Sokhna Mariama

Mi chiamo Sokhna Mariama Diakhaté, sono nata a Dakar in Senegal, vivo a Parma dal 2009 e mi considero cittadina del mondo, visto il mio desiderio insaziabile di conoscerlo. Amo dipingere, leggere, scrivere e illustrare le mie storie. Sono appassionata di arte, teatro, musica, danza, fotografia e gastronomia. Il mio motto è: “L’amore, la cura e la perseveranza portano a risultati di qualità!”. Dal 2010 faccio parte di diverse realtà associative presenti nel territorio. Il mio primo libro è stato “Natura” (2015) seguito da “Il Senso della Vita” (2018), entrambi in riedizione. Il mio nome d’artista è ALIEN. Mi piace sperimentare, la mia prima fase di pittura si chiama “NatureArt” in cui ogni quadro è accompagnata da una poesia.
Ho scelto di partecipare a Migrantour perché mi avvicina alle mie origini, aiuta a scoprire la bellezza delle altre culture e contrastare il razzismo. È una bella risposta alle difficoltà odierne.
I miei posti preferiti della città sono il parco Ducale e la Pilota perché sono luoghi verdi e ricchi di storie, mi sono ambientata presto e li ho vissuti senza filtri attraverso alcune esperienze teatrali con temi importanti. Nella passeggiata parlo della Natura, del progetto della Grande Muraglia Verde, i giardini circolari in Senegal, parlo della figura di Cheikh Ahmadou Bamba fondatore del mouridismo, un grande facilitatore interculturale nel periodo coloniale, primo promotore del movimento della nonviolenza, parlo del caffè Touba del Senegal, l’importanza del lavoro, l’arte nell’islam, la storia dei tessuti tradizionali africani, la differenza tra Rasta e Dreadlocks…

Tasaffa

Tasaffa

Mi chiamo Tasaffa Akramul (Madhobi, secondo nome che però non risulta sui documenti, in quanto in Bangladesh è usanza avere due nome di cui uno non viene menzionato sui documenti.). Sono in Italia dal 1993. Avevo un anno e mezzo quando raggiunsi papà grazie al ricongiungimento familiare assieme a mamma. Ho finito i miei studi a Roma ed attualmente sono segretaria per una società di money transfer.

Oltre al lavoro da segretaria sono una delle prime accompagnatrici interculturali che ha incominciato il percorso interculturale romano con Migrantour nel 2011. Il progetto ha destato il mio interesse perché ho pensato che così potevo raccontare le  tradizioni bangladesi. Mi affascina molto vedere i visi sorpresi dei partecipanti quando racconto quanto dura il rito matrimoniale in Bangladesh.

Svolgo le passeggiate in lingua italiana ed inglese nei quartieri di Torpignattara ed, a volte, anche quella nel quartiere dell’Equilino.

Mirela

Mirela

Mi chiamo Mirela e sono arrivata nell’anno 2005 dalla Romania. Torino è una città bellissima ed accogliente dove ho imparato a sentirmi a casa. Lavoro come mediatrice culturale nell’ambito della salute e come accompagnatrice interculturale per Viaggi Solidali, nel progetto Migrantour e nei viaggi turistici organizzati in Romania. Sono due lavori molto belli che, da una parte, mi hanno guidato nel percorso di integrazione, e dall’altra, mi hanno aiutato a conoscere altre culture e a comprendere la bellezza dell’intercultura e della diversità.

Credo siano dei lavori con un alto valore sociale perché, se fatti con passione, mi danno l’opportunità di far conoscere meglio le cose che ci accomunano e quelle che ci fanno sentire diversi, quindi speciali. Riusciamo in questo modo a sostenere l’integrazione di tante persone che, come me, hanno deciso di lasciare il proprio paese per una vita migliore e a far capire che la convivenza deve avere come premesse il rispetto e la conoscenza reciproca.

Thiama

Thiama

Mi chiamo Thiama, sono nata a Bergamo ma ho origini senegalesi. Sono molto legata alle mie origini. Il Senegal è un paese che mi insegna sempre tanto perciò ho sempre questa voglia di tornarci spesso. Fortunatamente i miei genitori mi hanno insegnato a parlare anche il wolof, che è una delle 26 lingue ufficiali del Senegal. Oltre al wolof e all’italiano che sono le mie lingue materne, parlo fluentemente anche il francese, l’inglese, lo spagnolo e il portoghese. Negli anni ho avuto l’opportunità di vivere e viaggiare in diversi paesi del mondo e dopo cinque anni all’estero quando sono ritornata a Bergamo, mi sono resa conto che non conoscevo molto la mia città natale. Ero curiosa di scoprire il mondo, ma in realtà conoscevo poco Bergamo. Grazie al percorso con Migrantour non ho mai smesso di viaggiare, ho incontrato nuovi mondi, nuove culture, ho fatto nuove amicizie e scoperto nuovi luoghi dove potermi sentire a casa e essere me stessa. Spero di incontrarvi presto e viaggiare insieme.

Siid

Siid

Sono Siid e vengo dall’Eritrea. Sono un educatore in vari ambiti, sposato con due figli. Credo in una società meticcia in tutte le sue sfaccettature e sono fondatore dell’Associazione “Next Generation Italy” per l’inclusione sociale delle nuove generazioni. In ambito lavorativo coordino l’ “Educativa di Strada del Centro storico di Bologna.

Da tanto tempo, apprezzo Bologna che è diventata un terreno di crocevia. La società interculturale è una forma colorata del mondo, questo, voglio trasmettere durante le camminate e accompagnare i cittadini-viaggiatori lentamente nelle bellezze nascoste della città che si sta trasformando.

Emma

Emma

Dai primi passi di questo cammino, fino ad oggi, ho sempre visto e sentito Migrantour come un prezioso coacervo di valori e possibilità.

  1. Pluralità di culture condivise, all’insegna dello scambio e della condivisione.
  2. Cannocchiale rovesciato: vedere come vicino ciò che è lontano, lontano ciò che è vicino. Chi viene da lontano, può offrirci uno sguardo arricchente sulla città dove viviamo. E rivelarci in essa le “città invisibili”, ovvero quegli aspetti inediti della nostra città, che uno “straniero” conosce meglio di un residente. Così come chi viene da lontano, avvicina a noi il suo proprio paese per condividerlo.
  3. Polifonia di lingue, linguaggi e culture diverse. Per scoprire insieme agli altri che la diversità è un valore arricchente, e non un disvalore da contenere e risolvere.
  4. Libertà dagli schemi. Questo proficuo e variopinto crocevia e bazar, libera la mente da ogni schema preconcetto su noi e gli altri. Per scoprire e riscoprire la nostra umanità più autentica, al di là di ogni pregiudizio, cliché, preconcetto.
Amancay

Amancay

Mi chiamo Amancay Casas, sono argentina, nata in Patagonia. Le prime ondate migratorie dall’America latina verso l’Europa che si sono succedute negli anni dovute a politiche dittatoriali e crisi economiche mi vedono arrivare a metà degli anni 70.
Sono geologa, ma ho abbandonato la professione per dedicarmi alla mediazione interculturale. Sono stata socia fondatrice della prima associazione multiculturale di Parma e provincia e l’ho condotta per molti anni. Discendo da famiglie europee immigrate e queste origini mi hanno aiutato a conoscere altre lingue e culture.
Amo le arti e la natura. Mi preoccupa la salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità.
Quando ho saputo della possibilità di partecipare al progetto di Kwa Dunia di Parma per Migrantour, mi è sembrata una opportunità per rimanere nell’ambito della intercultura, dell’inclusione sociale e del turismo responsabile oltre che per conoscere tante persone di diverse origini.
Fra le tappe della nostra passeggiata quella che amo di più é il Parco Ducale perché mi fa sentire più vicina alla mia terra. Argentina ed è sinonimo di spazi aperti, di natura incontaminata, così il parco con i suoi alberi secolari e tanta varietà vegetali mi fa sentire a mio agio. Inoltre, qua posso parlare del “mate”, l’infuso derivato dalla pianta Ilex paraguayensis, che si beve solitamente in compagnia.

Fulvia

Fulvia

Sono nata e cresciuta a Roma, sono laureata in Mediazione linguistica e interculturale all’Università di Roma La Sapienza. Ho studiato inglese e tedesco e ho vissuto un anno in Germania.

Lavoro con Migrantour dal 2021, conduco le passeggiate interculturali a Roma, nel quartiere Esquilino. Durante le mie passeggiate mi focalizzo in particolar modo sulla stratificazione storica e culturale del quartiere e sulle sue diverse anime. Mi soffermo anche sul ruolo del cibo, a partire dal Mercato Esquilino, cuore pulsante della vita del quartiere e sempre più apprezzato anche da persone provenienti da altre zone della città. Quello che mi ha colpito di Migrantour è l’idea di un turismo sostenibile e inclusivo, incentrato sulla migrazione come fattore di arricchimento e trasformazione, una connessione urbana e interculturale che permette di riscoprire la città da un punto di vista diverso e multiculturale.

Anna

Anna

Mi chiamo Anna, sono russa e l’Italia è il mio amore a prima vista. Sono venuta qui per studiare le lingue e creare le mie nuove identità.

Ho scelto di diventare accompagnatrice interculturale di Migrantour per poter raccontarmi e sentire gli altri, per tenere vivi i legami con la mia terra ma allo stesso tempo sentirmi parte dell’Italia.

Svolgo le passeggiate a Torino a Porta Palazzo con i suoi sapori e colori, a San Salvario con la luce dorata delle icone e il fascino degli arabeschi islamici e a Barriera di Milano, con tanti ricordi personali. Barriera di Milano è stato il primo quartiere ad accogliermi: condividevo casa con una ragazza italo-mozambicana con la quale organizzavamo delle cene internazionali per i nostri amici italiani. La cena era un pretesto per raccontare la vita nel quartiere e adesso quando accompagno le persone in passeggiata svelo una chiesa cattolica in stile ecclettico, stimolo ad entrare all’hammam, a cercare i murales di Millo sparsi sui condomini e tante altre cose.

Khadija

Khadija

Mi chiamo Khadija e studio lingue moderne per la comunicazione internazionale all’università di Bergamo: le lingue straniere – specialmente l’inglese, lo spagnolo e il tedesco – sono da sempre la mia più grande passione! Sono nata e cresciuta a Bergamo ma ho origini marocchine. Nel mio tempo libero mi dedico alla lettura, al canto e alla pittura. Amo aiutare il prossimo e contribuire, nel mio piccolo, al benessere della società ed è proprio per questo motivo che sono anche mediatrice interculturale e volontaria della Croce Rossa Italiana. Sono sempre stata a metà tra due mondi, troppo italiana per certi versi e troppo marocchina per altri, ed è mentre cercavo di capire chi sono che mi sono avvicinata alle culture degli altri popoli. Sono convinta che nessuno è solo italiano o marocchino: siamo come dei mosaici, fatti di tanti pezzettini nostri, originali, e altri comuni, che sia per i modi di dire, di mangiare, di vestire o di ballare. Migrantour fa toccare con mano la diversità, abbatte i muri della non conoscenza e avvicina le persone.

Ines

Ines

Nata e cresciuta in Italia con origini marocchine, nel 2015 mi sono trasferita a Bologna per iniziare il corso di Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Bologna. Nel frattempo ho avuto diverse esperienze lavorative tra le quali insegnante privata e interprete. Col tempo mi sono avvicinata al mondo dell’associazionismo e ho scoperto Next Generation Italy, una realtà vicina a tematiche importanti per me. Grazie sempre a Next Generation Italy mi iscrivo al progetto Migrantour per diventare Accompagnatrice interculturale nella città di Bologna e imparare il processo di decostruzione di luoghi e storia.

Il Migrantour mi ha dato gli strumenti sia in senso professionale che personale per informarmi, condividere la storia e i luoghi in altre prospettive, le mie conoscenze ed esperienze, oltre ad ascoltare le storie, le domande e curiosità dei partecipanti. Il tour della Bolognina è il mio preferito siccome è lo specchio del rapido cambiamento che sta attraversando Bologna.

Dayana

Dayana

Il 23 agosto del 2002, in una giornata afosa, raggiunsi finalmente mia mamma in quella che sarebbe stata la mia nuova casa. Il ricongiungimento non fu solo con mia madre ma anche con quelle radici antiche quasi dimenticate dei bisnonni italiani. Potrei dire di essere destinata ad essere immigrata; ho aperto gli occhi per la prima volta in Venezuela, mosso i miei primi passi a Lima ed imparato una nuova lingua in Italia.

Dopo tanti anni, qui ho deciso di sfruttare il mio background migratorio specializzandomi nella mediazione linguistica ed approfondendo la storia delle migrazioni. Partecipando a Migrantour ho potuto dare voce a quelle tante storie di vita raccolte durante i miei studi, a trasportare con l’immaginazione, l’olfatto, l’udito ed il gusto in luoghi lontani ma pur sempre vicini in una realtà come Milano; una città che parla in tante lingue e che è divenuta piano piano interculturale.

Uno spazio urbano, globale, spesso caotico, in cui si può leggere la storia delle migrazioni osservando soltanto un’insegna, semplice oggetto che può rivelare grandi storie e dinamiche sociali. Ciò di cui mi piace più parlare sono i miei amati micromondi. Un terzo spazio transnazionale, sospeso tra un “qui” e un “là”, in cui convergono varie geografie e storie di vita, che con piacere vi racconterò.

Charuni

Charuni

Mi chiamo Charuni. Provengo da una bellissima città chiamata Kandy, la seconda città più importante dello Sri lanka. Ma sono cresciuta a Napoli fin da piccola. Svolgo il ruolo di accompagnatrice interculturale Migrantour nella città di Napoli. Ho scelto di partecipare a questo progetto perché mi piace far conoscere Napoli agli altri dal mio punto di vista, per come la vedo, la vivo e la amo sperando di far cadere i pregiudizi che si hanno su questa bellissima città. Napoli è una città multiculturale e vi abitano persone cordiali e aperte!

Abbiamo diversi itinerari tutti molto belli ma il mio preferito è quello che gira intorno a Piazza mercato dove troviamo la chiesa di Santa Maria del Carmine e Porta Nolana. La chiesa è dedicata alla madonna di carnagione bruna portata qui a Napoli da un gruppo di monaci in fuga dalla Palestina. È particolare ed è molto amata dai napoletani. Mentre Porta Nolana perché vi è il mercato del pesce che mi ricorda i mercati che si vedono in Sri lanka ma anche perché Porta Nolana è una delle quattro porte più importanti della città costruite per difenderla, infatti le due torri laterali alla porta sono chiamate fede e speranza.

Carmella

Carmella

Ciao, sono Carmella. Vengo da un piccolo paese dell’Africa centrale di nome Gabon. Sono in Italia da sette anni e vivo a Parma dal 2017, lavoro come ausiliaria in una scuola dell’infanzia.
Mi piace molto imparare nuove lingue e sono affascinata dalla neonatologia.
Mi ritengono una persona dolce: presumo venga dal mio nome “caramella”, come mi chiamano i bimbi della mia sezione.
Sono una persona curiosa e dinamica. Nel tempo libero amo leggere e creare occasioni di continuo apprendimento. Mi dedico agli altri collaborando con associazioni di volontariato presenti e attive nella città in cui vivo.
Sono affidabile e responsabile, qualità che ho sviluppato e maturato in ambito professionale così come personale.

Nadia

Nadia

Sono nata a Dire Daua, in Etiopia, nel 1982 durante il regime del Derg instaurato dal dittatore Menghistu. La mia famiglia, per salvarmi dalla guerra civile, decise di mandarmi in Italia per offrirmi un futuro migliore nel 1991. Vengo adottata da una famiglia italiana che aveva già adottato altri 4 bambini somali. Quindi ho avuto la fortuna di crescere con fratelli, sorelle e genitori sapendo però di avere altri fratelli, sorelle e genitori in Africa. Nel 2001 mi sono trasferita a Roma per i miei studi universitari. Ho amato Roma da subito e ho imparato a scoprirla e ad amarla sempre di più negli anni. Sono accompagnatrice turistica e grazie a Migrantour ho avuto l’opportunità sia di lavorare nel settore in cui mi sono formata sia di scoprire molti luoghi di Roma legati al mio paese d’origine. Se mi chiedono “cosa ti senti”? Rispondo “una romana etiope”, nel senso che sono romana e sono cresciuta qui sempre conservando un senso di appartenenza alla mia terra.

Adriana

Adriana

Ho iniziato il mio percorso con Migrantour nel 2009 quando era ancora Torino Migranda. La sua evoluzione è stata anche la mia, mentre Migrantour diventava una rete europea, questa giovane italo-colombiana cresciuta a Torino cominciava il suo percorso nella cooperazione internazionale, lavorando in diversi paesi e contesti fino a diventare coordinatrice locale di Migrantour a Genova nell’ambito di progetti finanziati dal fondo AMIF dell’UE e dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Ho sempre considerato che fare parte del progetto sia una responsabilità e un privilegio: durante la passeggiata diventi la voce di tante persone la cui storia di migrazione va raccontata con rispetto e attenzione, ma impari anche ad auto-rappresentarti agli altri con fierezza e sicurezza. Oggi sono candidata ad un dottorato in Politiche Sociali e Relazioni Internazionali presso l’Istituto di ricerca IGOP dell’UAB di Barcellona e rimango, ovviamente, accompagnatrice interculturale di Torino.

Souad

Souad

Mi chiamo Souad! Sono di origini marocchine e vengo da una bellissima città chiamata Rabat, la capitale del Marocco.

Nel mio paese ho fatto la scuola elementare fino alla terza classe. Sono fiera di esser nata in Marocco perché lì ho imparato la mia lingua madre, l’arabo e il francese, la seconda lingua usata. Ho imparato il senso di stare in una famiglia unita, a non dimenticare le mie tradizioni e la mia cultura.

Sono arrivata in Italia più di 20 anni fa, ho fatto le scuole superiori e ora sono pasticciera! Adoro cucinare pietanze tradizionali e usare spezie che vengono dal mio paese, così quando le persone assaggiano i miei piatti possono viaggiare verso l’Oriente e il Marocco anche attraverso un assaggio ad occhi chiusi.

Suraya

Suraya

Ho sempre amato ascoltare le storie delle persone; ogni storia è un puzzle che ci unisce. Questa volta ho deciso io di raccontarmi attraverso il Migrantour. Mi chiamo Suraya e sono originaria del Bangladesh. Vivo in Italia dall’età dei quattro anni e ho trovato, finalmente, una città dove mi sento coccolata come se fossi a casa: la mia amata Bologna. Ho vissuto una parte della mia infanzia in Abruzzo e l’adolescenza a Verona. Queste tappe sono state fondamentali nella mia vita; hanno costruito la base della persona che sono e hanno saputo trasformare il mio Migrantour in esperienze sempre diverse ma con l’obiettivo di avvicinare le persone al luogo e alla mia storia. La tappa che sento maggiormente mia è quella della scuola. Ho sempre creduto che l’istruzione sia stata la mia ancora di salvezza e la scuola il mio porto sicuro. Ho sempre creduto nel valore della relazione e del racconto; e grazie al progetto del Migrantour, stiamo assistendo un piccolo e grande cambiamento. Sono laureata all’università di Bologna e sono socia di Next Generation Italy.

Jakline

Jakline

 

Ciao. Mi chiamo Jackline Wairimu. Sono nata e cresciuta in Kenya. Venni in Italia nel 1994 e rimasi perché mi piaceva e mi piace ancora. Sono mamma e lavoro come commessa nel centro storico di Firenze. Faccio parte di Migrantour dall’inizio del progetto. Amo accompagnare le persone di diverse provenienze per la città perché c’è tanto da scoprire e tante persone di origini stranieri che chiamano Firenze casa. Ho imparato e continuo ad imparare tanto. Migrantour è un progetto che arricchisce.

Monica

Monica

 

Sono arrivata a Torino, dalla Romania, nel lontano 2002. Ho avuto la possibilità di fare il servizio civile presso il comune di Torino, sezione Integrazione. Grazie a questo periodo di volontariato ho realizzato quanto è importante la conoscenza reciproca, capiamo meglio il modo di vivere del nostro prossimo se ne conosciamo le abitudini, le usanze, le radici. Partecipando nel 2009 alla prima sessione di formazione degli accompagnatori interculturali mi sono resa conto che avrei potuto avere un ruolo attivo nella mediazione interculturale, nel far scoprire quanto sono belle ed interessanti le culture di provenienza di noi immigrati. Se dovessi scegliere un itinerario Migrantour Torino preferito mi risulterebbe molto difficile, in quanto sono affezionata a tutti quanti e tutti sono molto diversi tra loro, ognuno con le proprie caratteristiche: Porta Palazzo la cucina di  Torino con profumi e alimenti provenienti da ogni angolo della Terra, San Salvario il luogo di culto per eccellenza della nostra città, dove convivono le 3 grandi religioni monoteiste e non solo, Mirafiori Sud, il dormitorio urbano pieno di storie di migrazione italiana e straniera, Welcome tour, nel salotto della città i nuovi arrivati possono conoscere meglio la città di Torino.

Diego

Diego

Sono Diego, ho 33 anni e risiedo a Milano da ben 15 anni; originario della città di Quito (Ecuador), conosco e parlo molto bene tre lingue: Inglese, Italiano e Spagnolo. Ed inoltre ho conoscenze basiche di Francese e Tedesco.

Faccio parte del progetto Migrantour per il percorso di Porta Venezia (Quartiere Lazzaretto) perché mi piace interagire con le persone ed anche conoscere ed insegnare cose nuove (tradizioni, usanze, ed altro) di tutto il mondo racchiuse in una grande metropoli come è la città meneghina.

Daria

Daria

Sono Daria. Sempre, ovunque e in tutte le lingue del mondo. In polacco, in italiano, in russo. Nelle mie lingue, lingua madre, lingue di cuore, lingue di vita. Il mio nome non cambia. Sono sempre Daria. In Polonia, dove sono nata, cresciuta e diventata grande convinta del futuro legato alla lingua di Pushkin. Sono Daria anche in Italia, in Emilia-Romagna, a Parma, dove ho trovato casa, dove sono rinata e cresciuta interiormente. Niente più Pushkin, anzi niente più alfabeto. In cambio sono arrivati i numeri, cifre, le tasse, insomma la giungla del sistema fiscale italiano. Dalla 8.00 alle 17.00. Ma subito dopo un altro mondo: letteratura, libri, pasticceria e moda. Le mie passioni. E Migrantour ovviamente.

Hassan

Hassan

Mi chiamo Hassan e sono nato a Damasco in Siria. Nel mio paese facevo la guida turistica. Nel 2014, a causa della guerra che ha devastato il mio paese, sono scappato verso l’Italia. È difficile parlare della propria esperienza di migrazione, specialmente se si tratta della cosiddetta “Migrazione Forzata”, non volontaria e non programmata. Dopo un anno dal mio arrivo sono riuscito a ricongiungermi con mia moglie e i miei figli ma a Torino ci chiamano “rifugiati”. Nessuno ti dà rifugio se non ti conosce bene, hanno paura di noi.  Ho conosciuto Migrantour e ho capito cos’è il turismo sostenibile e responsabile. Grazie a Migrantour ho conosciuto persone provenienti da ogni angolo del mondo e siamo diventati veri amici. Migrantour è confronto tra culture, insegna l’interazione con la società e la condivisione dei valori umani.

Jasmina

Jasmina

Sono nata a Mostar in Bosnia-Erzegovina dove ho vissuto 16 anni. Nel 1992, quando c’era la guerra in Bosnia, mi sono trasferita a Mosca, in Russia, dove ho vissuto 10 anni. L’amore mi ha portata a Bergamo, dove vivo da più di 20 anni. Sono ingegnere elettrotecnico e adoro essere accompagnatrice multiculturale.

Durante la passeggiata che conduco scopriremo chi fosse S. Alessandro, racconterò delle mie tradizioni familiari, parleremo dei flussi migratori di Bergamo e avremo la possibilità di visitare insieme una bottega piena di cornici e tessuti dalla Birmania (ebbene sì!) e scopriremo cosa lega questi due mondi, proprio come dice il nome della passeggiata “Diversi ma uniti”. Mi affascina molto la Chiesa S. Lazzaro con le mistiche icone che hanno portato le persone dall’America Latina frequentanti la chiesa.

Mi piacciono i ponti, la loro architettura e il significato, e credo che le passeggiate interculturali Migrantour siano un ponte tra le varie culture, tra il nostro passato e il futuro, un ponte che unisce le persone.

Monica

Monica

 

È molto stimolante passeggiare per la città di Genova insieme a delle persone interessate a conoscere alcuni aspetti che la caratterizzano. Ogni volta, il percorso mi svela un segreto che forse era lì anche l’ultima volta che sono passata ma non l’ho notato. Per me questo progetto è stata l’occasione di conoscere meglio la città dove vivo, di incontrare vecchi e nuovi genovesi, di imparare concetti e argomenti specifici e di scoprire paesi lontani o vicini anche attraverso lo sguardo di persone che li portano nel cuore. A volte è difficile affrontare le nuove sfide ma con coraggio, passione e responsabilità si supera tutto e ci si arricchisce ogni volta: di emozioni, di saperi, di speranza e forza di andare avanti. Mi basta capire che almeno una persona del gruppo riceve con empatia la mia e altrui storia per sentirmi utile alla comunità e per rigenerare la mia fiducia nel futuro.

Fatema

Fatema

Mi chiamo Fatema Aktar, ho origini bengalesi e sono in Italia da quando ho 3 anni. Sono laureata in Scienze della Comunicazione pubblica e sociale ed attualmente sono responsabile comunicazione di Next Generation Italy. Abito a Bologna, città di cui sono perdutamente innamorata, ed è proprio qui che faccio l’accompagnatrice interculturale. Penso che una città come Bologna, ricca di storia ma anche di cambiamenti, sia uno degli aspetti per cui ho scelto di far parte di questo progetto. Cambiare la narrazione, decostruirla e dare immagine, parole e volto alla città è ciò che preferisco del Migrantour. I luoghi della città che racconto sono luoghi che hanno a che fare con le mie esperienze passate e presenti di nuova generazione italiana e danno voce ad una riflessione ampia del cambiamento sociale italiano. Luoghi come le scuole, il comune, il mercato rionale sono tappe che permettono di costruire un dialogo costruttivo e formativo con il pubblico di chi viene a fare il Migrantour.

Vanessa

Vanessa

Ciao a tutti, mi chiamo Vanessa.

Al momento lavoro a Milano e accompagno i gruppi nel quartiere di via Padova. Provengo dall’Ecuador e abito in Italia da due anni. Parlo lo spagnolo, la mia madrelingua, l’inglese che ho imparato a scuola e viaggiando, e l’italiano grazie a mio marito e all’università.

Lavorare con Migrantour mi permette di avvicinarmi ad altre culture e di conoscere più a fondo il fenomeno delle migrazioni in Italia. Nel progetto ho conosciuto grandi persone che mi hanno insegnato tanto, arricchendo la mia formazione professionale e personale.

La mia tappa favorita della passeggiata è il “Parco Trotter” perché ha tanta storia ed è un luogo di incontro per le persone migranti e i cittadini del quartiere. Altrettanto la stupenda via Padova che abbraccia le varietà di culture, persone, lingue e gastronomia trasmettendo una sensazione di curiosità e godimento.

Fabrice William

Fabrice William

Mi chiamo Fabrice William Wache, sono nato nel 1990 in Camerun. Mi destreggio tra moltissimi lavori: imbianchino, giardinaggio, magazziniere… ma la mia vera vocazione è l’arte: mi definisco un artista poliedrico: scultore, teatrante, animatore, cantante percussionista, poeta e un collaboratore sociale del mondo per contribuire, nel mio piccolo, per creare un futuro migliore per la nostra epoca. Essendo legato molto alla cultura e allo stile tradizionale, vedo nell’arte “la mia ragione di vita”.

Carmen

Carmen

Ciao!

Mi chiamo Carmen. Provengo dell’Amazzonia Peruviana, dalla città di Iquitos, dove nasce il Rio dell’Amazzonia. La mia lingua madre è lo spagnolo. Abito a Bergamo da circa otto anni. Direi che l’amore mi ha portato da questa parte del mondo, la bella Italia. Lavoro come operatrice nel progetto SAI di Bergamo (Sistema di Accoglienza e Integrazione) e come accompagnatrice nel progetto Migrantour Bergamo.

Partecipo al progetto Migrantour perché credo in un turismo alternativo che possa essere raccontato dai diversi occhi e dalle diverse voci dei cittadini stranieri. Nel corso delle passeggiate c’è un posto in particolare che a me piace tanto: i negozi latinoamericani perché mi trasportano ai ricordi belli della mia famiglia in Perù. Penso soprattutto ai prodotti come la frutta: mango, granadilla, ecc.

Bienvenidos a Migrantour di Bergamo!

Filomena

Filomena

Ciao, mi chiamo Filomena, sono nata in un piccolo paesino della Basilicata dove tutti conoscono tutti. Ho studiato lettere prima al sud poi in Francia per poi approdare all’antropologia culturale.

Oggi lavoro come educatrice con adolescenti in contesti periferici. Collaboro con diverse associazioni di volontariato che si occupano delle migrazioni, dell’accesso alla salute e di educazione. Per me l’intercultura è un impegno civico che ci coinvolge tutti!

Fatima

Fatima

Mi chiamo Fatima Zahra e sono originaria del Marocco anche se considero l’Italia la mia terra. Fino ad un anno fa facevo l’impiegata…e ora mi trovo a fare la mamma a tempo pieno di due splendidi bambini. Non ho hobby particolari anche perché durante la giornata ho veramente poco tempo libero, la mia passione sono i miei figli!

Lynda

Lynda

Ciao a tutti, mi chiamo Lynda e provengo da  3 paesi: gli Stati Uniti, la Colombia e il Venezuela. Sono cresciuta con l’inglese americano e lo spagnolo colombo-venezuelano. Sono arrivata in Toscana (Italia) quasi 13 anni fa, letteralmente per amore, insieme a mio marito e ai nostri due figli. Mentre mi abituavo al mio nuovo paese e imparavo l’italiano, abbiamo mantenuto le nostre lingue per cui a casa parliamo 3 lingue in continuazione. Cinque anni fa ci siamo trasferiti a Torino dove per fortuna posso continuare con le mie passioni: lo studio, la bicicletta e la diversità culturale. Al momento faccio un dottorato in psicologia dello sviluppo all’Università degli Studi di Torino, quando posso mi muovo in bicicletta, non solo in città, e mi godo la diversità culturale che mi circonda attraverso il meraviglioso progetto di Migrantour: un modo creativo per imparare e costruire ponti tra le varie culture attraverso i luoghi, la storia, i racconti e i sensi.

Roxana

Roxana

Sono Roxana, accompagnatrice interculturale del progetto Migrantour delle città di Bergamo e di Milano. Provengo dalla Romania e più precisamente dalla città di Ploiesti. In Italia sono arrivata nel 2007, dopo aver sostenuto nel mio paese l’esame di maturità. Desideravo tanto studiare la lingua e la cultura cinese, così ho scelto di trasferirmi e di iscrivermi all’Università degli studi di Bergamo.

Nella città di Bergamo faccio l’accompagnatrice interculturale dell’itinerario “La diversità a pochi passi” e a Milano degli itinerari in via Padova e via Paolo Sarpi.

Quello che amo di più di questo progetto è il fatto di avere la possibilità di parlare della mia cultura e di conoscere altre bellissime culture.

Posso affermare con certezza che Migrantour ha arricchito il mio bagaglio culturale, professionale e come persona.

Blerta

Blerta

Ciao, mi chiamo Blerta sono Albanese. Per motivi di studio sono venuta a Bologna 17 anni fa, terminato gli studi ho deciso di costruire la mia vita qui perché mi trovo bene. A Bologna mi sento a casa per me non c’è grande differenza con Tirana. È una città a passo d’uomo, antica e contemporanea, dove ogni giorno posso scoprire qualcosa di nuovo: arte, cultura, cibo ma soprattutto incontrare persone da ogni parte del mondo.

Essere un’accompagnatrice Migrantour per me significa veder costruire un ponte fra culture alla scoperta delle bellezze della città da un punto di vista multiculturale.

Mimount

Mimount

Ciao, mi chiamo Mimount Kallouk! Sono d’origine berbera del Marocco, nata in Belgio e vivo a Parma da più di 20 anni. Ho 2 figlie nate a Parma, lavoro all’ospedale di Parma come infermiera. Mi piace fare tante cose: cucinare, cucire, dare nuova vita ai mobili, giardinaggio, fare il mio orto e camminare in mezzo alla natura e meditare su essa. Leggere, studiare…tante cose che una giornata di 24 ore non mi basta, sono sempre in movimento sia fisicamente che mentalmente. Evolvere per essere una persona migliore ogni giorno.

Camelia

Camelia

Mi chiamo Camelia e sono rumena. Mi sono trasferita a Torino nel 2007, subito dopo aver finito l’Università di Sociologia e Psicologia. Oltre alla famiglia di mio marito, non avevo nessuno dei miei qui! Per me l’italia era un sogno, e di Torino non sapevo un gran che! Ma una volta arrivata qui mi sono subito sentita a casa, ho incontrato un sacco di belle persone. Gran  parte di loro sono diventati amici, altri invece sono come la mia famiglia che ho lasciato in Romania. Torino mi ha conquistato subito con la sua bellezza, i suoi colori, i portici e i bellissimi parchi. Adoro passeggiare per le vie del centro, e non solo. Adoro andare nei mercati, incontrare gente di paesi e culture diverse e scoprire le loro storie. Quando sono entrata a far parte di Migrantour, tutto questo diventò ancora piu facile e piacevole. Durante le passeggiate ho scoperto nuove culture, tante ricette e cibi mai visti prima. Adesso ormai quando dico casa, penso a Torino, non piu a casa mia che ho lasciato in Romania.

 

 

Mirko

Mirko

Mi chiamo Mirko Manset, ho 22 anni e studio Ingegneria Informatica.
Sulla carta sono italiano ma in realtà sono anche qualcosina di più: infatti sono nato e cresciuto a Parma e ormai la sento come la “mia città” (r moscia compresa) ma i miei genitori sono di origine filippina ed è rimasto comunque tanto di questa cultura molto lontana e anche molto diversa, soprattutto perché è quella che respiro tutti i giorni a casa.
L’intercultura è un tema che mi affascina tantissimo e sono convinto che sia anche un valore di cui si abbia bisogno: vivere, raccontare e ascoltare esperienze diverse e nuove rispetto a quelle a cui siamo abituati non può che arricchirci e darci nuove prospettive per vedere il mondo.

Mihaela

Mihaela

Mi chiamo Mihaela e sono romena. Vivo a Torino dal 2003 quando sono arrivata in Italia per raggiungere i miei genitori. Attualmente lavoro come commessa, ma il mio desiderio è sempre stato quello di lavorare nel sociale che considero un mondo ricco di umanità, emozioni, obiettivi da condividere con persone che affrontano ogni giorno sfide complicate. Mi sono laureata in Servizio Sociale e sono volontaria di un’associazione romena che opera nel settore socio assistenziale e si occupa di accogliere e sostenere le persone in difficoltà.

Grazie al progetto Migrantour ho scoperto la bellezza dei quartieri di Torino, ho conosciuto nuove culture, cibi, religioni e soprattutto ho incontrato delle persone splendide di tutto il mondo. Mi fa piacere trasmettere alle persone interessate le informazioni e le conoscenze acquisite e parlare del mio paese e delle mie radici.

Olivia

Olivia

Nata a Città del Messico, sono amante dei libri, della natura, della musica, dei viaggi e del buon cibo. Creatrice incallita, adoratrice dei colori, appassionata di piante e illustrazione. In Messico ho studiato Produzione radiotelevisiva, per alcuni anni ho avuto la fortuna di dedicarmi a quello che era il mio sogno fin da piccola: lavorare in radio. Ero molto felice di essere lì, dietro le quinte, dove nasce la magia. In Italia ho dovuto reinventarmi più di una volta, dando libero sfogo alle altre “me”: artigiana, insegnante di spagnolo, mediatrice interculturale e promotrice della cultura messicana.
Da qualche anno la scrittura è diventata la mia nuova dimora. Il mio racconto su uno dei pilastri della cucina messicana è presente nell’antologia Lingua Madre Duemilaventi – Racconti di donne straniere in Italia. Le mie parole fanno parte anche dell’antologia Distopia feminista, della collettiva Multiversas Creadoras Independientes (Messico).

Victoria

Victoria

Sono nata in Moldavia nel periodo in quale il paese faceva parte dell’Unione Sovietica, in una famiglia bilingue.

Ho conseguito una laurea in lingue e letterature straniere. Ho lavorato nel settore sociale per diverse comunità del mio paese. Amo viaggiare e imparare chi siamo veramente attraverso l’incontro con la natura e le persone.  Ho vissuto a lungo in Danimarca e negli Stati Uniti.

Sono a Torino dal 2015 e lavoro come mediatrice interculturale. Nel tempo libero mi piace passeggiare per la città di Torino e scoprire il suo fascino. Sono in particolare attratta da Porta Palazzo, un posto dove si respira il multiculturalismo. Non sono mai stata attratta dalle solite mete turistiche. Ho sempre cercato di guardare oltre.  Mi piace scoprire le diverse culture tramite gli abitanti del posto. Ogni prodotto, ogni volto ti racconta una storia. È importante viaggiare per conoscere nuove culture, e per capire il mondo. A volte, invece, basta guardarsi intorno. Sicuramente incontrerai persone e storie che ti porteranno lontano.

Pato

Pato

Patricio Hernana Valderrama Arceuello: questo è il mio nome completo, quello che ho ricevuto quando sono venuto al mondo a Santiago del Cile nel ‘79 del secolo scorso. Però durante tutta la mia vita mi hanno chiamato come si chiamano i Patrizio in Cile, ossia Pato che in spagnolo vuol dire anatra.
Anatra in dialetto parmigiano (che sento suonare nelle mie orecchie dal 2016) si dice Nador, che viene usato anche per indicare qualcuno di non troppo intelligente…. Quindi chiamatemi semplicemente Pato e dimenticatevi il resto.
Ho fatto teatro tutta la vita. Da quando avevo 16 anni, ho scelto “a muso duro” la strada come mio palcoscenico perché credevo, e credo ancora, in un teatro che sia per tutti. In questo senso vivere la strada e non solo usarla come luogo di transito, è una delle cose che più mi piace del progetto Migrantour. Le passeggiate danno nuova vita alle strade delle città, mescolano voci di luoghi distanti e le colorano con il migrante sguardo di chi racconta.
A volte sento voci di bambini mentre vado in bicicletta che mi chiamano “Torototela!”, il nome che ho scelto arrivato qui nella pianura e che ho “rubato” ai cantastorie della bassa padana di inizio secolo.
Un cantastorie speciale che parla spagnolo, cileno, italiano e soprattutto italiagnolo…. come Torototela ho dato forma a passeggiate per i più piccoli dove l’immaginazione e la fantasia sono il filo rosso di una narrazione capace di unire ciò che è accaduto nel passato, con ciò che accade nel presente e, perché no, con ciò che potrebbe accadere…

Rosette

Rosette

Mi chiamo Rosette ma sono abituata ad essere chiamato Rosetta da quando sono in Italia. Sono nata e cresciuta in Uganda da genitori Rwandesi e vivo in Italia da 13 anni. Sono mamma di due bambini che mangiano i cappelletti in brodo come tutti i parmigiani e attraverso i miei figli ho iniziato a scoprire e vivere i parchi dove loro giocano, ad apprezzare il cibo tipico e altre realtà sociale e culturali di Parma. La mia più grande passione è lavorare nell’educazione sociale utilizzando approcci partecipativi. Questo mi ha portato a lavorare per 15 anni su diverse tematiche e contesti in Uganda, Rwanda, Kenya, Sudafrica, Irlanda e Italia. Amo viaggiare per scoprire il mondo, nuove culture, cibo e ricette.
Migrantour è il mio viaggio alla scoperta di persone, culture e luoghi e lingue……

Victoria

Victoria

Mi definisco transfemminista intersezionale. Lavoro in un ufficio pubblico dove mi occupo di Richiedenti Asilo e diritti civili.
Sono volontaria in varie associazioni del terzo settore che si occupano di diritti e pari opportunità. Credo fermamente che la lotta contro le diseguaglianze riguardi tutti.
Ho un blog chiamato Oltre nel quale parlo di femminismo, politiche di genere e immigrazione. La mia passeggiata Migrantour si contraddistingue per essere alla scoperta dei femminismi africani nell’intreccio fra discriminazioni di razza, genere e classe.

Candi

Candi

 

Ciao, tutti mi chiamano Candi…per Candida. Vengo delle Filippine e vivo qui a Firenze da più di trent’anni. Sono sposata con Leonardo che viene dalla Puglia ma ci siamo conosciuti qui. Stavo studiando a Salisburgo e mia sorella studiava restauro a Firenze. Dopo gli studi ho deciso di provare a vivere in un altra città. Firenze era più divertente di Salisburgo o Vienna così sono venuta qui e sono rimasta. Sono una maestra d’inglese e lavoro nelle scuole d’infanzia. Anche se ormai sono residente a Firenze, mi mancano tanto le Filippine. Vorrei far conoscere il mio paese e spiegare le somiglianze, che sono molte, e le differenze che non sono molte.