Le città della rete Migrantour

Le città della rete Migrantour propongono passeggiate urbane interculturali ideate e condotte da cittadini di origine migrante. Un'esperienza di turismo responsabile a kilometro zero, per meglio comprendere il ruolo delle migrazioni nella trasformazione delle società europee. Un invito al viaggio, all'incontro e alla riflessione sul valore della diversità e del dialogo.

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Il Manifesto Migrantour

Il progetto Migrantour ha ormai oltre 12 anni di storia e in tutto questo tempo non abbiamo mai smesso di interrogarci sui presupposti, sugli obiettivi, sui metodi del nostro lavoro. L’allargamento della rete con l’ingresso di tanti nuovi partners in diversi paesi europei ci ha offerto l’opportunità nell’autunno del 2021 di “fare il punto” su quanto abbiamo appreso e sperimentato in questi anni, ritrovandoci tutti insieme per confrontarci sul significato condiviso che questa iniziativa ha per gli accompagnatori interculturali e i responsabili di Migrantour in tutte le città coinvolte.
Siamo felici e orgogliosi di presentarvi qui il frutto di questa riflessione: il “MANIFESTO MIGRANTOUR” esprime l’orizzonte etico, poetico e politico in cui si iscrive la pratica degli itinerari urbani che dal 2009 proponiamo come spazio di incontro interculturale.

Vi invitiamo dunque a compiere un piccolo viaggio all’interno del nostro MANIFESTO, soffermandovi anche voi per qualche istante sulle parole-chiave che guidano il nostro cammino: eguaglianza, solidarietà, dialogo, memoria, scoperta, cambiamento, diversità, inclusività, futuro…

 

Scarica il “Manifesto Migrantour”»

Accompagnatori interculturali:
tante storie per raccontare la città

Jennifer
Sokhna Mariama
Mirela
Amancay
Carmella
Daria
Fabrice William
Fatima
Marta
Haswell
Jomahe
Mariela
Mimount
Mirko
Olivia
Pato
Rosette
Semhar
Adriana
Victoria
Rosina
Jennifer

Jennifer

Mi chiamo Jennifer, vengo dall’Africa dell’ovest dalla parte centro-meridionale della Nigeria. L’inglese è la mia lingua ufficiale ma la mia lingua madre è l’esan, una delle 525 lingue parlate dai 25 gruppi etnici presenti in Nigeria. Mi sono diplomata alla scuola superiore d’arte nel mio paese e ho studiato in un istituto privato dove ho preso la qualifica per pubbliche relazioni e amministrazione. La mia passione è ballare e ascoltare la musica attraverso le quali riesco ad esprimere la mia tristezza e anche la mia gioia. Prima di venire in Italia ho lavorato in un’agenzia viaggi a Lagos, città che conta più di 16 milioni di abitanti, e lì ho coltivato la curiosità che ho sempre avuto di conoscere ambienti diversi, con i loro abitanti, le diverse lingue e cibi. Eccomi qua in Italia! Da molti anni abito a Parma, una città tranquilla con una bellissima storia culturale, dove mi trovo bene. Lavoro come operaia in un’azienda di cosmetici e sono sposata con due figli, a casa mia abbiamo due culture e per noi è una ricchezza. Questa diversità che ci rende unici mi accomuna con Migrantour.

Sokhna Mariama

Sokhna Mariama

Mi chiamo Sokhna Mariama Diakhaté, sono nata a Dakar in Senegal, vivo a Parma dal 2009 e mi considero cittadina del mondo, visto il mio desiderio insaziabile di conoscerlo. Amo dipingere, leggere, scrivere e illustrare le mie storie. Sono appassionata di arte, teatro, musica, danza, fotografia e gastronomia. Il mio motto è: “L’amore, la cura e la perseveranza portano a risultati di qualità!”. Dal 2010 faccio parte di diverse realtà associative presenti nel territorio. Il mio primo libro è stato “Natura” (2015) seguito da “Il Senso della Vita” (2018), entrambi in riedizione. Il mio nome d’artista è ALIEN. Mi piace sperimentare, la mia prima fase di pittura si chiama “NatureArt” in cui ogni quadro è accompagnata da una poesia.
Ho scelto di partecipare a Migrantour perché mi avvicina alle mie origini, aiuta a scoprire la bellezza delle altre culture e contrastare il razzismo. È una bella risposta alle difficoltà odierne.
I miei posti preferiti della città sono il parco Ducale e la Pilota perché sono luoghi verdi e ricchi di storie, mi sono ambientata presto e li ho vissuti senza filtri attraverso alcune esperienze teatrali con temi importanti. Nella passeggiata parlo della Natura, del progetto della Grande Muraglia Verde, i giardini circolari in Senegal, parlo della figura di Cheikh Ahmadou Bamba fondatore del mouridismo, un grande facilitatore interculturale nel periodo coloniale, primo promotore del movimento della nonviolenza, parlo del caffè Touba del Senegal, l’importanza del lavoro, l’arte nell’islam, la storia dei tessuti tradizionali africani, la differenza tra Rasta e Dreadlocks…

Mirela

Mirela

Mi chiamo Mirela e sono arrivata in Italia dalla Romania. All’inizio ero molto spaventata, non sapevo dire due parole in italiano e non capivo come integrarmi meglio in un ambiente sconosciuto. Piano-piano, però, ho trovato un lavoro, ho imparato la lingua e ho conosciuto tantissime persone, italiane e straniere, che mi hanno aiutato a sentirmi a casa anche qui, a Torino. Adesso mi sento italiana quanto romena. Ho due bellissimi lavori: sono mediatrice interculturale in un ambulatorio per stranieri, e accompagnatrice interculturale a Porta Palazzo, un quartiere dove le diversità sono tantissime. Questo mi da l’opportunità di far conoscere meglio, a italiani e stranieri, le cose che ci devono unire: quelle che ci accomunano e quelle che ci fanno sentire diversi, quindi speciali. Presentando ad adulti e ragazzi tradizioni culinarie, abitudini, costumi degli stranieri nel modo più bello e concreto possibile, immergendoli quindi in un mare di sapori, colori e profumi, riesco ad aiutare l’integrazione di tante persone che, come me, hanno deciso di cambiare paese per migliorare la propria vita.

Amancay

Amancay

Mi chiamo Amancay Casas, sono argentina, nata in Patagonia. Le prime ondate migratorie dall’America latina verso l’Europa che si sono succedute negli anni dovute a politiche dittatoriali e crisi economiche mi vedono arrivare a metà degli anni 70.
Sono geologa, ma ho abbandonato la professione per dedicarmi alla mediazione interculturale. Sono stata socia fondatrice della prima associazione multiculturale di Parma e provincia e l’ho condotta per molti anni. Discendo da famiglie europee immigrate e queste origini mi hanno aiutato a conoscere altre lingue e culture.
Amo le arti e la natura. Mi preoccupa la salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità.
Quando ho saputo della possibilità di partecipare al progetto di Kwa Dunia di Parma per Migrantour, mi è sembrata una opportunità per rimanere nell’ambito della intercultura, dell’inclusione sociale e del turismo responsabile oltre che per conoscere tante persone di diverse origini.
Fra le tappe della nostra passeggiata quella che amo di più é il Parco Ducale perché mi fa sentire più vicina alla mia terra. Argentina ed è sinonimo di spazi aperti, di natura incontaminata, così il parco con i suoi alberi secolari e tanta varietà vegetali mi fa sentire a mio agio. Inoltre, qua posso parlare del “mate”, l’infuso derivato dalla pianta Ilex paraguayensis, che si beve solitamente in compagnia.

Carmella

Carmella

Ciao, sono Carmella. Vengo da un piccolo paese dell’Africa centrale di nome Gabon. Sono in Italia da sette anni e vivo a Parma dal 2017, lavoro come ausiliaria in una scuola dell’infanzia.
Mi piace molto imparare nuove lingue e sono affascinata dalla neonatologia.
Mi ritengono una persona dolce: presumo venga dal mio nome “caramella”, come mi chiamano i bimbi della mia sezione.
Sono una persona curiosa e dinamica. Nel tempo libero amo leggere e creare occasioni di continuo apprendimento. Mi dedico agli altri collaborando con associazioni di volontariato presenti e attive nella città in cui vivo.
Sono affidabile e responsabile, qualità che ho sviluppato e maturato in ambito professionale così come personale.

Daria

Daria

Sono Daria. Sempre, ovunque e in tutte le lingue del mondo. In polacco, in italiano, in russo. Nelle mie lingue, lingua madre, lingue di cuore, lingue di vita. Il mio nome non cambia. Sono sempre Daria. In Polonia, dove sono nata, cresciuta e diventata grande convinta del futuro legato alla lingua di Pushkin. Sono Daria anche in Italia, in Emilia-Romagna, a Parma, dove ho trovato casa, dove sono rinata e cresciuta interiormente. Niente più Pushkin, anzi niente più alfabeto. In cambio sono arrivati i numeri, cifre, le tasse, insomma la giungla del sistema fiscale italiano. Dalla 8.00 alle 17.00. Ma subito dopo un altro mondo: letteratura, libri, pasticceria e moda. Le mie passioni. E Migrantour ovviamente.

Fabrice William

Fabrice William

Mi chiamo Fabrice William Wache, sono nato nel 1990 in Camerun. Mi destreggio tra moltissimi lavori: imbianchino, giardinaggio, magazziniere… ma la mia vera vocazione è l’arte: mi definisco un artista poliedrico: scultore, teatrante, animatore, cantante percussionista, poeta e un collaboratore sociale del mondo per contribuire, nel mio piccolo, per creare un futuro migliore per la nostra epoca. Essendo legato molto alla cultura e allo stile tradizionale, vedo nell’arte “la mia ragione di vita”.

Fatima

Fatima

Mi chiamo Fatima Zahra e sono originaria del Marocco anche se considero l’Italia la mia terra. Fino ad un anno fa facevo l’impiegata…e ora mi trovo a fare la mamma a tempo pieno di due splendidi bambini. Non ho hobby particolari anche perché durante la giornata ho veramente poco tempo libero, la mia passione sono i miei figli!

Marta

Marta

Mi chiamo Malgorzata, detta Marta. Sono nata in Polonia e vivo in Italia da ben 28 anni. Mi sono laureata all’Istituto di Lingue e Letterature Moderne di Milano nel 1995. Abito con la mia famiglia in  un piccolo paese fuori Roma. Ho due figli che ancora studiano. Negli ultimi dieci anni ho lavorato come mediatore culturale per diversi enti pubblici e privati nella Regione Lazio, ma mi incuriosiscono tantissime cose, come la medicina naturale e l’uso delle spezie in cucina, ma anche l’arte moderna e quella contemporanea.

Haswell

Haswell

Mi chiamo Haswell e vengo dal Malawi, che significa “scintille di fuoco”. Sono un insegnante missionario, sposato con una moglie e ho due figli. L’Italia è il paese di mia moglie e quindi io amo l’Italia. Amo Firenze perché è la mia casa lontano da casa. Sono orgoglioso di far parte delle guide di Migrantour Firenze perché ci dà la visione e la capacità di essere protagonisti nella nostra società interculturale. Io lo trovo un modo intelligente di integrazione per gli immigrati che amano il posto dove vivono. Sono felice di mostrare e condividere con gli altri l’attuale bellezza e ricchezza della nostra società interculturale a Firenze. Come accompagnatore interculturale collaboro per proporre un tour interculturale a Firenze per un turismo sostenibile e responsabile.

Jomahe

Jomahe

Sono nata e cresciuta a Guayaquil in Ecuador. Appena arrivata in Italia ho subito pensato a tutto quello che abbandonavo del mio paese e che di sicuro non pensavo di trovare in Italia. Con il passare del tempo, e anche grazie alle esperienze fatte con le passeggiate di Migrantour Napoli, ho capito che il riavvicinarmi alle mie terre era possibile anche stando qui. Che un pezzo di quel che avevo lasciato, vive anche a Napoli e in Italia. Ho trovato molti punti in comune con il mio paese. Dal punto di vista religioso, ad esempio, una delle tappe di Migrantour Napoli è la Piazza del Carmine, sfondo di una delle basiliche più belle e maestose di Napoli: la Basilica santuario di Santa Maria del Carmine. Il popolo napoletano è solito usare l’esclamazione “Mamma d’o Carmene” proprio per indicare lo stretto legame con la Madonna della Chiesa, un’esclamazione che, nonostante gli anni, non riesco ancora a pronunciare bene. E proprio alla visione di questa Chiesa e al suono del suo nome che, ogni volta, mi tornano in mente le danze in costume che accompagnano la  Virgin del Carmen o Mamacha Carmen, la nostra adorata vergine, durante la processione per le piazze principali e le strade della città.

Mariela

Mariela

Il mio nome è Mariela, sono nata nella città di Quito, capitale dell’Ecuador. Studio Economia del Turismo nell’Università Bicocca, una delle mie passioni è scoprire la bellezza dei luoghi nuovi, di cui il Belpaese è ricco. I miei hobby preferiti sono cantare, fare delle passeggiate in bicicletta o una lunga camminata mentre ascolto musica. La mia grande avventura a Milano è iniziata quattro anni fa quando ho deciso di venire in Italia con mia madre a lavorare, fin dal primo giorno a Milano mi sono innamorata della sua splendida architettura e del delizioso cibo.

Mimount

Mimount

Ciao, mi chiamo Mimount Kallouk! Sono d’origine berbera del Marocco, nata in Belgio e vivo a Parma da più di 20 anni. Ho 2 figlie nate a Parma, lavoro all’ospedale di Parma come infermiera. Mi piace fare tante cose: cucinare, cucire, dare nuova vita ai mobili, giardinaggio, fare il mio orto e camminare in mezzo alla natura e meditare su essa. Leggere, studiare…tante cose che una giornata di 24 ore non mi basta, sono sempre in movimento sia fisicamente che mentalmente. Evolvere per essere una persona migliore ogni giorno.

Mirko

Mirko

Mi chiamo Mirko Manset, ho 22 anni e studio Ingegneria Informatica.
Sulla carta sono italiano ma in realtà sono anche qualcosina di più: infatti sono nato e cresciuto a Parma e ormai la sento come la “mia città” (r moscia compresa) ma i miei genitori sono di origine filippina ed è rimasto comunque tanto di questa cultura molto lontana e anche molto diversa, soprattutto perché è quella che respiro tutti i giorni a casa.
L’intercultura è un tema che mi affascina tantissimo e sono convinto che sia anche un valore di cui si abbia bisogno: vivere, raccontare e ascoltare esperienze diverse e nuove rispetto a quelle a cui siamo abituati non può che arricchirci e darci nuove prospettive per vedere il mondo.

Olivia

Olivia

Nata a Città del Messico, sono amante dei libri, della natura, della musica, dei viaggi e del buon cibo. Creatrice incallita, adoratrice dei colori, appassionata di piante e illustrazione. In Messico ho studiato Produzione radiotelevisiva, per alcuni anni ho avuto la fortuna di dedicarmi a quello che era il mio sogno fin da piccola: lavorare in radio. Ero molto felice di essere lì, dietro le quinte, dove nasce la magia. In Italia ho dovuto reinventarmi più di una volta, dando libero sfogo alle altre “me”: artigiana, insegnante di spagnolo, mediatrice interculturale e promotrice della cultura messicana.
Da qualche anno la scrittura è diventata la mia nuova dimora. Il mio racconto su uno dei pilastri della cucina messicana è presente nell’antologia Lingua Madre Duemilaventi – Racconti di donne straniere in Italia. Le mie parole fanno parte anche dell’antologia Distopia feminista, della collettiva Multiversas Creadoras Independientes (Messico).

Pato

Pato

Patricio Hernana Valderrama Arceuello: questo è il mio nome completo, quello che ho ricevuto quando sono venuto al mondo a Santiago del Cile nel ‘79 del secolo scorso. Però durante tutta la mia vita mi hanno chiamato come si chiamano i Patrizio in Cile, ossia Pato che in spagnolo vuol dire anatra.
Anatra in dialetto parmigiano (che sento suonare nelle mie orecchie dal 2016) si dice Nador, che viene usato anche per indicare qualcuno di non troppo intelligente…. Quindi chiamatemi semplicemente Pato e dimenticatevi il resto.
Ho fatto teatro tutta la vita. Da quando avevo 16 anni, ho scelto “a muso duro” la strada come mio palcoscenico perché credevo, e credo ancora, in un teatro che sia per tutti. In questo senso vivere la strada e non solo usarla come luogo di transito, è una delle cose che più mi piace del progetto Migrantour. Le passeggiate danno nuova vita alle strade delle città, mescolano voci di luoghi distanti e le colorano con il migrante sguardo di chi racconta.
A volte sento voci di bambini mentre vado in bicicletta che mi chiamano “Torototela!”, il nome che ho scelto arrivato qui nella pianura e che ho “rubato” ai cantastorie della bassa padana di inizio secolo.
Un cantastorie speciale che parla spagnolo, cileno, italiano e soprattutto italiagnolo…. come Torototela ho dato forma a passeggiate per i più piccoli dove l’immaginazione e la fantasia sono il filo rosso di una narrazione capace di unire ciò che è accaduto nel passato, con ciò che accade nel presente e, perché no, con ciò che potrebbe accadere…

Rosette

Rosette

Mi chiamo Rosette ma sono abituata ad essere chiamato Rosetta da quando sono in Italia. Sono nata e cresciuta in Uganda da genitori Rwandesi e vivo in Italia da 13 anni. Sono mamma di due bambini che mangiano i cappelletti in brodo come tutti i parmigiani e attraverso i miei figli ho iniziato a scoprire e vivere i parchi dove loro giocano, ad apprezzare il cibo tipico e altre realtà sociale e culturali di Parma. La mia più grande passione è lavorare nell’educazione sociale utilizzando approcci partecipativi. Questo mi ha portato a lavorare per 15 anni su diverse tematiche e contesti in Uganda, Rwanda, Kenya, Sudafrica, Irlanda e Italia. Amo viaggiare per scoprire il mondo, nuove culture, cibo e ricette.
Migrantour è il mio viaggio alla scoperta di persone, culture e luoghi e lingue……

Semhar

Semhar

Mi chiamo Semhar; sono nata e cresciuta ad Asmara, in Eritrea. Sono arrivata in Italia per motivi di studio e vivo a Bologna da 15 anni. Faccio la mediatrice interculturale, un lavoro che ho scelto di fare perché molto interessata ai temi della migrazione ma soprattutto all’interculturalità. Mi sento figlia adottiva di Bologna, una città che amo quasi quanto la mia città natale e Migrantour mi permette di conoscere meglio e far conoscere la mia città secondo diversi punti di vista, creando punti d’incontro tra varie culture e religioni.

Adriana

Adriana

Mi chiamo Adriana sono italo-colombana, nata a Bogotà, in Colombia, e cresciuta lì fino ai 10 anni, età in cui mi sono trasferita a Torino. Mio nonno paterno era di un piccolo paesino vicino a Lecco (Lombardia) ed emigrò in Colombia durante la seconda guerra mondiale. E’ da lì che nascono le mie origini italiane. Oggi ho 22 anni e studio giurisprudenza all’Università di Torino, dove sto finendo il secondo anno. Credo che l’interculturalità sia una fortuna, perchè permette di avvicinarsi a culture a modi di vivere diversi fra loro ma ugualmente affascinanti e interessanti da scoprire. Sono appassionata di lingue, di musica e di danza (oltre naturalmente al diritto!). Torino? Penso sia una bella città, perchè non è solo industrie o commercio, ma è natura, parchi, persone, ambienti… Porta Palazzo e San Salvario sono due quartieri che frequento: Porta Palazzo è sede del mercato più grande (e a mio parere più conveniente) d’Europa e San Salvario è il “focolaio” della maggior parte di ristoranti, gastronomie, negozi di alimentari e associazioni latinoamericane dove mi reco abbastanza spesso. Essere accompagnatrice interculturale di queste zone di Torino mi è di grande aiuto per conoscerle meglio io stessa, ma soprattutto per farle conoscere alle persone desiderose di scoprirle, e perchè no, anche a quelle che nutrono numerosi pregiudizi nei loro confronti.

Victoria

Victoria

Mi definisco transfemminista intersezionale. Lavoro in un ufficio pubblico dove mi occupo di Richiedenti Asilo e diritti civili.
Sono volontaria in varie associazioni del terzo settore che si occupano di diritti e pari opportunità. Credo fermamente che la lotta contro le diseguaglianze riguardi tutti.
Ho un blog chiamato Oltre nel quale parlo di femminismo, politiche di genere e immigrazione. La mia passeggiata Migrantour si contraddistingue per essere alla scoperta dei femminismi africani nell’intreccio fra discriminazioni di razza, genere e classe.

Rosina

Rosina

Sono italo-peruviana: nata da papà calabrese e mamma peruviana. Sin da quando ho memoria sono stata circondata da culture e lingue diverse grazie al lavoro dei miei genitori. L’Africa e l’America Latina hanno rappresentato i principali luoghi di riferimento, anche se le memorie affettive rimandano all’Italia del sud e al Perù. Il Perù è soprattutto presente perché, per motivi di studio, i miei viaggi verso quella parte del mondo sono sempre più frequenti. Infatti, da qualche anno, partecipo a progetti di ricerche archeologiche in varie zone del Perù. Amo vivere a Torino, la città in cui sono nata, anche se dividerei volentieri il mio tempo tra l’Italia e il Perù: sei mesi qui e sei mesi là. Ho visto nel tempo Torino cambiare e diventare luogo d’incontro di molteplici culture. Un tempo quando cercavo qualche prodotto peruviano andavo nei negozi di primizie, poi sono nati i market asiatici di Porta Palazzo veri e propri scrigni di merci dalle diverse provenienze. Ora in varie zone di Torino, tra cui San Salvario, posso trovare un angolo di Perù: se ho voglia di chicha morada, di un cebiche o di picarones posso facilmente reperirli.